Una manifestazione partecipatissima …
1 dicembre 2003DICHIARAZIONE di DANIELA COLTURANI, Segretario Generale della CISL SCUOLA
La manifestazione nazionale di oggi ha avuto una massiccia partecipazione.
Il suo successo è il successo della scuola in trincea che è riuscita a far sentire la sua voce.
CGIL, CISL, UIL e i rispettivi sindacati scuola hanno portato la scuola reale sulla piazza per rivendicare una politica diversa da quella del Governo che è deludente, punitiva, mortificante per la scuola pubblica statale.
I lavoratori della scuola e tanti altri partecipanti – associazioni, studenti, movimenti, semplici cittadini- hanno indicato con forza la necessità di un’inversione di tendenza che faccia retrocedere l’angusta e dannosa politica del Governo, perché emerga il valore strategico dell’istruzione e della formazione quale motore dello sviluppo civile, economico e democratico del paese.
Tutti insieme abbiamo rivendicato più investimenti per la scuola, l’esigenza che sia difeso il carattere nazionale dell’istruzione, a sostegno di un federalismo solidale e in piena contrapposizione al proposito di una devoluzione dell’istruzione alle regioni.
La CISL SCUOLA ha profuso ogni sforzo perché questa manifestazione unitaria fosse il segnale di una contestazione ampia, condivisa dal paese, perché forti fossero i segnali che invitano ad uscire dalla palude di una scuola umiliata dalle varie finanziarie di questo governo, fatte di tagli , di tagli ed ancora tagli, che stanno mettendo in ginocchio la scuola pubblica statale. Lo sforzo è stato premiato.
Abbiamo vissuto con intensa partecipazione l’esplosione delle migliori proposte per una scuola che vuole potenziare e non vedere diminuita la sua offerta formativa, che vuole uscire dalle sacche di una riforma che destruttura il meglio del sistema esistente ed introduce tanti elementi negativi, ampliando le diseguaglianze sociali, riducendo gli spazi di autonomia e ingessando le professionalità.
Oggi si rafforza l’impegno della CISL SCUOLA per indurre il Governo a mutare politica. Il paese va ascoltato e ai lavoratori della scuola va data voce e reale riconoscimento del loro ruolo nella società.
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