Info concorso IDR

28 gennaio 2004

Accolte le osservazione del CNPI; pubblicazione del bando in settimana

Questa mattina (27.01.04) il MIUR ha svolto la prevista “informativa” sul testo relativo al bando di concorso per gli Insegnanti di religione presentando formalmente alle OO.SS. la bozza di decreto.

L’Amministrazione ha precisato che il testo tiene conto del parere espresso dal CNPI in data 17.12.2003 in ordine a:

- punteggi delle prove di esame e di valutazione dei titoli di servizio e culturali

- programma di esame

- commissioni giudicatrici.

L’Amministrazione ha precisato, inoltre, che il servizio prestato in scuole paritarie si considera valido – sia per l’ammissione sia per la valutazione – solo a fare data dal 1° settembre 2000.

Relativamente ai requisiti di accesso, invece, l’Amministrazione – dopo aver espletato tutte le verifiche richieste dal CNPI – ha ritenuto di poter confermare l’accesso anche per gli insegnanti di scuola secondaria che hanno conseguito il titolo ecclesiastico solo successivamente al servizio prestato ed utile per l’ammissione al concorso.

In merito a questa questione la CISL SCUOLA ha riconfermato la preoccupazione che tale decisione possa alimentare un contenzioso amministrativo.

Relativamente ai tempi, l’Amministrazione ipotizza

- la pubblicazione del bando entro la settimana in corso

- lo svolgimento della prova scritta entro la prima metà di aprile (in relazione ai tempi di costituzione delle commissioni giudicatrici).

Il decreto contenente il bando e gli allegati (modello di domanda, programma di esame, precedenze, riserve, tabella di valutazione dei titoli) saranno pubblicati all’albo degli Uffici scolastici regionali e sul sito internet del MIUR (www.istruzione.it, sezione reclutamento).

Tutto il materiale sarà ovviamente disponibile presso le sedi territoriali della CISL SCUOLA.

Roma, 27 gennaio 2004


…dal sito di ScuolaOggi un articolo che riteniamo interessante. S.M.

PARADOSSALE: ESPLODE LA DOMANDA DI TEMPO PIENO

La diatriba su tempo pieno sì, tempo pieno no sta già alimentando un fenomeno che nessuno avrebbe potuto prevedere: un incremento di domande da parte della famiglie al di là di ogni aspettativa. Manca ancora una decina di giorni alla chiusura delle iscrizioni, ma già si sta verificando una linea di tendenza che potrebbe creare non pochi problemi a chi dovrà fornire alle scuole gli organici sufficienti per far fronte alla richiesta delle famiglie. A Bologna, in particolare, dove si è già svolta presso l’Ufficio della direzione scolastica regionale una riunione di dirigenti dei Csa e ispettori tecnici competenti sorpresi da quel che sta succedendo. “La domanda di tempo pieno nelle nostre scuole – si dice nell’ambiente – è quasi raddoppiata. E’ l’effetto eco di tutto quello che è avvenuto in questi giorni: la clamorosa difesa del tempo pieno che ha coinvolto tanti insegnanti e genitori da una parte, e il ministro Letizia Moratti che ha ripetutamente garantito che tutte le domande di tempo pieno verranno accolte, e gratuitamente. Così è crollata l’autocensura dei dirigenti scolastici che fino allo scorso anno, sapendo che l’offerta di tempo pieno era bloccata, respingevano la domanda”. Anche Paolo marcheselli, dirigente del Csa felsineo, è già sul piede di guerra: “Già lunedì – dice – riunirò i mei dirigenti per analizzare la situazione ancor prima che scada il termine delle iscrizioni. A Bologna il tempo pieno raggiunge già il 55 per cento, il 4o per cento in regione, ma io sono di quelli che è convinto che la domanda è destinata a crescere”: Che cosa succedeva in effetti negli anni scorsi? Se una scuola riceveva domande di tempo pieno in numero tale da superare il numero delle classi già autorizzate, il computer non dava nemmeno la possibilità di accogliere la richiesta. Quando si dice che il tempo pieno coinvolge il 23 per cento delle classi elementari italiane, non si quantifica la domanda dei genitori, ma l’offerta consentita. Dai primi anni 90, infatti, non sarebbe stato più possibile autorizzare classi di tempo pieno in più rispetto a quelle esistenti, e chi le ha incentivate lo ha fatto in modo surrettizio, per fronteggiare una pressione sociale particolarmente pressante. Il caso di Milano è sintomatico: anche lo scorso anno il numero delle classi a tempo pieno è aumentato fino a raggiungere il 90 per cento delle attuali prime, ma per ottenere questo risultato il direttore scolastico lombardo Mario Dutto ha dovuto raschiare il fondo del barile delle risorse di organico disponibili, magari sacrificando altre esigenze come i progetti per l’integrazione degli alunni stranieri o altri progetti di qualità. Sempre in Lombardia lo stesso Dutto sbaglia quando dice che nelle altre province non si è registrato incremento di tempo pieno: l’incremento non c’è stato perché l’offerta è stata bloccata da anni, e la domanda elusa. Nel momento in cui la Moratti ha garantito ai genitori che non c’è problema con la riforma ad accogliere domande di tempo pieno, la risposta che si sta verificando conferma la realtà anche per gli anni passati. Ne abbiamo parlato con Ezia Molinari, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Como Lago: “La famiglia – dice – chiede sempre di più di lasciare a scuola i figli il più possibile. In provincia di Como abbiamo finora solo 3 corsi autorizzati di tempo pieno, ma non c’è dubbio che la domanda ha ben diverse dimensioni. Ora possiamo accoglierla tutta. Sperando che poi ci siano le risorse per rispondere alle esigenze che si impongono”. Analoga la situazione a Brescia: “Qui – dice Giuseppe Colosio, dirigente del locale Csa (l’ex provveditorato) – il tempo pieno alle elementari riguarda il 15 per cento delle classi, il tempo prolungato alle medie il 18 per cento. Non abbiamo ancora i dati sulle iscrizioni, ma anche qui la domanda di tempo pieno potrebbe raddoppiare, e la necessità di organici di conseguenza crescere”. A questo punto nasce spontanea una domanda: come farà Letizia Moratti a mantenere l’impegno di dare a tutti quelli che lo chiedono il “tempo pieno gratuito”? E che cosa ne pensa Giulio Tremonti?


CGIL-CISL-Uil Scuola hanno chiesto al Ministro di calendarizzare un incontro urgente su materie riferite a istituti contrattuali e di attuazione della legge 53/2003, prima della eventuale chiusura del contratto decentrato nazionale sulla mobilità

Pubblichiamo, di seguito, il testo del Telegramma spedito alle ore 13,50 di oggi

da Cgil, Cisl, Uil Scuola

a D.ssa Letizia Moratti
Ministro Istruzione Università Ricerca

Avv. Michele Dipace
Capo Gabinetto MIUR

Dott. Pasquale Capo
Capo Dipartimento MIUR

Viale Trastevere, 76 – Roma

Scriventi Segreterie Generali Sindacati scuola CGIL CISL UIL ritengono indispensabile et non più differibile affrontare in sede politica problematiche attinenti at gestione personale et definizione organici anno scolastico 2004/2005, già evidenziate nella “Dichiarazione di intenti” predisposta da codesta Amministrazione et consegnata giorni scorsi at Organizzazioni Sindacali.

Suddette problematiche, propedeutiche at eventuale chiusura contratto decentrato nazionale in materia di mobilità, si riferiscono at fondamentali istituti contrattuali e at aspetti concernenti attuazione legge 53/2003 con forte impatto sul rapporto di lavoro di tutto il personale scolastico.

Sollecitano, pertanto, immediata attivazione richiesto confronto politico.

Distinti saluti

CGIL SCUOLA: E. Panini

CISL SCUOLA: D. Colturani

UIL SCUOLA: M. Di Menna

Roma, 19 gennaio 2004


Impugnate le iscrizioni

19 gennaio 2004

In riferimento all’emanazione della Circolare Ministeriale n. 2 del 13.1.2004 concernente le ”Iscrizioni alunni per l’a.s. 2004/05”, Cgil, Cisl e Uil Scuola - al termine dell’odierna riunione unitaria di Segreteria

- hanno diffuso un comunicato-stampa

- hanno inviato un telegramma (in allegato) al Capo di Gabinetto MIUR.

Di seguito il testo del comunicato-stampa.

* * * * *
Comunicato-stampa

Cgil Cisl Uil Scuola, in riferimento alla circolare sulle preiscrizioni, avendo rilevato diversi elementi di illegittimità, hanno deciso di dare mandato ai propri uffici legali di procedere all’istruttoria per l’impugnativa della stessa.

Cgil Scuola: Panini

Cisl Scuola: Colturani

Uil Scuola: Di Menna

documento allegato: tekegramma.doc


Pubblichiamo l’analisi fatta dalla Segreteria Nazionale CISL SCUOLA che riteniamo utile.

La circolare (n. 2 del 13.1.2004) anticipa scelte non ancora compiutamente definite

Il Ministro – dopo pressioni, solleciti e denunce – ha finalmente firmato la circolare n. 2 del 13 gennaio 2004 sulle iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2004/05.

Rimane confermata la possibilità di iscrizione anticipata alla scuola primaria per i bambini che compiono i sei anni entro il 28 febbraio 2005.

I termini per la presentazione delle domande di iscrizione sono stati fissati come segue:

- 31 gennaio 2004 per la scuola dell’infanzia,
scuola primaria, scuola secondaria di I grado

- 15 febbraio 2004 per i bambini/bambine che
compiranno i tre anni entro il 28 febbraio 2005 e
che intendono iscriversi alla scuola dell’infanzia,
atteso che i comuni garantiscano l’esistenza
delle condizioni stabilite dalla legge).

Il Ministro nella lettera che indirizza ai genitori assicura che “il tempo pieno sarà offerto a tutti i bambini della scuola primaria gratuitamente come per il passato e fino a 40 ore settimanali” ed aggiunge che “anche per quanto riguarda la scuola secondaria di I grado, viene confermato il tempo prolungato nella sua massima estensione” …

Peccato che la circolare (firmata dal Ministro stesso) richiami per la scuola primaria “l’attenzione sui nuovi assetti strutturali previsti dalla riforma, imperniati su una quota oraria annuale, obbligatoria, delle lezioni di 891 ore e su ulteriori 99 ore annue, opzionali, facoltative e gratuite per gli alunni … A tale impianto (nella cui quota obbligatoria vanno collocate le già avviate attività di alfabetizzazione informatica e di studio della lingua straniera) va aggiunto il tempo eventualmente riservato alla mensa (nel limite massimo di 330 ore annue)”, precisando più avanti che “si fa riserva di ulteriori, più dettagliate istruzioni ed indicazioni riferite alle possibili opzioni entro l’area delle attività e degli insegnamenti rientranti nella quota delle 99 ore annue”.

Analogamente per la scuola secondaria di I grado la circolare ministeriale prevede che “l’innovazione si fonda su un impianto obbligatorio annuale di 891 ore, cui si aggiungono 198 ore di attività opzionali, facoltative e gratuite, nonché il tempo eventualmente dedicato alla mensa corrispondente ad un massimo di 231 ore annue”.

La C.M., inoltre, precisa chiaramente che le discipline della quota nazionale comprendono anche lo studio obbligatorio della seconda lingua comunitaria come previsto dalle Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati ed avvia, per l’assetto ordinamentale della scuola secondaria di I grado una fase transitoria nella quale andranno a coesistere, in parallelo, modelli diversi di percorsi formativi.

La circolare, infine, fa esplicita riserva di “ulteriori, più dettagliate istruzioni ed indicazioni riferite alle possibili opzioni entro l’area delle attività e degli insegnamenti rientranti nella quota delle ulteriori 198 ore annue”.

I ritocchi al tempo dell’offerta formativa e all’organizzazione della stessa (aumenta il numero delle materie e diminuisce il monte ore annuo obbligatorio!) portano a inevitabili conseguenze negative in termini di gestione del personale.

Il tempo pieno ed il tempo prolungato,progettato, programmato e realizzato dai docenti sino ad oggi, sono una scuola completamente diversa da quella che viene oggi proposta!

È quindi assolutamente improprio utilizzare la stessa terminologia (tempo pieno – tempo prolungato) utilizzata da più di venti anni, per indicare un modello organizzativo e didattico del tutto diverso e forse uguale a quello precedente soltanto in termini puramente aritmetici.

Per quanto riguarda, invece, la scuola dell’infanzia la circolare determina una pericolosa e discutibile situazione a macchia di leopardo aprendo, soltanto nei Comuni ove le intese raggiunte abbiano evidenziato l’esistenza delle condizioni di fattibilità, le iscrizioni anche agli alunni che compiranno i tre anni di età entro il 28 febbraio 2005 senza prevedere tra le condizioni poste, la presenza di specifiche professionalità, come invece espressamente previsto dalla legge 53/2003, oltre al numero degli under tre inseribili in una sezione con una coerente diminuzione degli alunni della stessa, come peraltro previsto in fase sperimentale.

La volontà di voler rispondere a troppe e diversificate richieste, di ordine sociale e politico, ha portato alla formulazione di una circolare pasticciata che traguarda una scuola che ancora non c’è e per la quale non si conoscono ancora le dotazioni organiche e professionali necessarie alla sua realizzazione.