Scuola media. Revisione delle classi di concorso
2 agosto 2004Il resoconto dell’incontro – svoltosi ieri al MIUR – in materia di revisione delle classi di concorso nella scuola media
Si è svolto martedì 20 luglio 2004 – tra Organizzazioni Sindacali e Amministrazione – l’incontro iniziale di avvio della discussione relativa alla revisione delle classi di concorso nella scuola media, prevista dall’art. 14 del Decreto Legislativo 59/2004.
L’Amministrazione
si è presentata priva di una proposta concreta
ha enunciato solamente questioni di principio: l’importanza ed il valore del confronto per definire scelte condivise; la volontà di attivare una procedura di lavoro all’insegna del coinvolgimento (gruppo di lavoro MIUR, parere CNPI, ecc.)
ha manifestato preoccupazione per la complessità di eventuali processi di formazione in servizio richiedendo alle Organizzazioni Sindacali proposte e contributi.
La CISL Scuola, nel proprio intervento
ha condiviso l’importanza del dialogo e del confronto
ha sottolineato che il confronto avviene, però, con una nuova legge di riforma (la 53/2003) non condivisa, con le parti sociali non protagoniste nelle fasi decisorie
ha rimarcato che ”dovere istituzionale” dell’Amministrazione è quello di predisporre una proposta, propedeutica al confronto di merito
ha sottolineato, altresì, che le ”Indicazioni Nazionali” sono provvisorie e che una qualsivoglia revisione delle classi di concorso deve fare riferimento, invece, ad un quadro di definitività
ha evidenziato che è necessario, per la discussione, richiamare il principio della ”secondarietà” della scuola media (definita, anche nelle ”Indicazioni Nazionali” come ”scuola secondaria di I grado”): da qui l’esigenza sia del rispetto della specificità delle discipline, sia del raccordo con la riforma della scuola secondaria di II grado.
Come conseguenza diretta di questo principio non si possono condividere ipotesi di ”sommatorie” di discipline per grandi ambiti, a scapito della specificità delle stesse.
Fermo restando la non condivisione per un modello di scuola dove si aumenta il numero delle discipline e si riduce il ”tempo-scuola” degli alunni (27/30 ore settimanali) – una scuola nella quale tutte le discipline entrano in sofferenza anche a causa della distinzione tra quota obbligatoria e facoltativa – per alcune di esse si è evidenziata una condizione di maggiore indeterminatezza che ha aggravato il già confuso quadro generale entro il quale si colloca, per questo ordine di scuola, l’avvio della legge 53/2003.
Fin dall’avvio del confronto sulla circolare n. 2/2004 (concernente le ”iscrizioni”), la CISL Scuola ha sottolineato l’evanescenza di disposizioni che non affrontavano i veri nodi, nodi puntualmente venuti al pettine.
In particolare sono state richiamate le posizioni già espresse dalla CISL Scuola rispetto a quegli insegnamenti che, nel nuovo ”quadro” di riferimento, presentano maggiori ed evidenti situazioni di difficoltà/disagio.
Lingue straniere
Deve essere garantito un livello qualitativo di competenza e capacità didattiche per ogni singolo insegnamento linguistico. Risulta difficile ipotizzare – stante la pluralità delle lingue richiedibili (inglese + un’altra lingua della Comunità europea) nonché le diverse e specifiche competenze dei docenti – la costituzione di un unico ambito disciplinare (ed unica classe di concorso e edunico organico)
Ambito matematico-scientifico-tecnologico
L’area tecnologica deve trovare adeguata collocazione nel quadro settimanale delle attività.
Il continuo sviluppo tecnologico della società richiede competenze sempre più ampie ed approfondite: a tal fine deve essere destinato un tempo specifico. Solo così le competenze, via via acquisite, si potranno tradurre in strumento veicolare per tutte le altre discipline
Strumento musicale
Deve essere conservata la specificità dell’insegnamento, che risulterebbe ”mortificato” in un ambito ”generalista” (ed. musicale + strumento). Si sottolinea, in proposito, quanto disposto dal D.M. 201/2000: la previsione, cioè, di un’osmosi tra i due insegnamenti al fine di pervenire ad un profilo d’uscita dello studente integrato e con una specifica connotazione dedicata (lo sviluppo delle competenze strumentali). Ciò è ancor più opportuno, anzi necessario, in previsione della costituzione dei licei musicali. Riteniamo sia giunto il momento di prevedere – per dare completezza al ciclo di studi, con la dovuta cautela sul piano pedagogico – analoghe opportunità anche nell’ambito della scuola elementare. Si ricorda, inoltre, che i corsi di indirizzo musicale della scuola media sono, al presente, l’unica offerta pubblica di insegnamenti musicali esistente sul territorio nazionale.
Educazione fisica
Oltre allo specifico delle abilità che consente di acquisire, è fuori discussione il valore formativo, educativo e socializzante dell’insegnamento per il quale deve essere conservata e garantita la specificità.
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Sul versante del personale la CISL Scuola ha sottolineato che qualunque modifica di classi di concorso deve mettere in campo un serio e ampio processo di formazione in servizio.
Le esperienze del passato non hanno visto questa Amministrazione in grado di governare simili iniziative: sono ancora inattuate tutta una serie di decisioni, definite – negli anni scorsi – a seguito di accordi contrattuali (insegnanti tecnico-pratici e personale ex Enti Locali).
E’ stata, pertanto, richiesta una pausa di riflessione e di elaborazione (tale, quest’ultima da non pregiudicare qualificati assetti consolidati).
Il confronto è stato aggiornato al prossimo mese di settembre.
