LE NOVITA' DELLA SCUOLA ECONOMICHE, NORMATIVE E ... PARLIAMONE ! PubblicAzione N° 29
LE NOVITA' DELLA SCUOLA ECONOMICHE, NORMATIVE E ... PARLIAMONE !
Torna PubblicAzione (per il terzo anno!) , lo strumento editoriale mensile, alla sua ventinovesima uscita , con cui la Cisl Scuola Area Metropolitana Torino Canavese invita all'attenzione e alla riflessione sulle principali tematiche di politica sindacale, di attualità per la categoria , e dei risvolti sociali fortemente impattanti nell'ambito scolastico. Scaricalo liberamente e diffondilo nella tua scuola.
In questo numero trovi :
- la pagina completamente dedicata al tema degli organici Ha ancora senso chiamarli ORGANICI ? in una riflessione della segretaria Generale Cisl Scuola Area Metropolitana Torino Canavese Simona Sacchero ;
L'occasione per informare e per informarsi sui principali avvenimenti del mondo della scuola, su tutte le azioni sindacali della Cisl Scuola Torino Canavese, sulle nostre iniziative ed eventi. Seguici sul nostro sito cislscuolatorino.it e sui nostri social: ci trovi su Facebook come CISL Scuola Torino Canavese , su Instagram come CISL SCUOLA TORINO CANAVESE, e anche su X come Cisl Scuola Torino.
“Tutti hanno diritto ad avere un’opinione, ma tutti abbiamo il dovere di averla informata” Harlan Ellison
Una strada sempre più in salita per la scuola torinese
di Simona Sacchero
L’attribuzione dell’organico del personale docente e ATA per l’anno scolastico 2026/27 nella provincia di Torino assume oggi tratti quasi paradossali. Il Ministero dell’Istruzione continua infatti a distribuire le risorse umane alle scuole utilizzando categorie, parametri e criteri costruiti su una scuola e su una società che, di fatto, non esistono più. Dietro i numeri degli organici si nascondono trasformazioni profonde che stanno cambiando il Piemonte, la città metropolitana di Torino e il ruolo stesso della scuola pubblica. La nostra provincia sta attraversando contemporaneamente fenomeni molto complessi: il calo demografico ormai strutturale, che si traduce in oltre 4.100 studenti in meno rispetto allo scorso anno scolastico; l’invecchiamento della popolazione residente, con oltre il 26% dei cittadini che ha più di 65 anni (praticamente 2 nonni e mezzo per 1 nipote); profondi cambiamenti produttivi e industriali, in una città dove il settore automobilistico non rappresenta più l’asse portante dell’economia torinese; l’aumento delle fragilità sociali, dei fenomeni migratori e dei nuovi bisogni educativi e formativi. In questo contesto la scuola torinese si trova a svolgere contemporaneamente molte funzioni diverse. Deve garantire un servizio scolastico prevalentemente a tempo pieno, mantenere aperte sedi scolastiche nelle aree montane e marginali della provincia, sostenere quartieri e territori socialmente fragili, affrontare un disagio educativo sempre più complesso con percorsi personalizzati, rafforzare inclusione e sostegno, recuperare competenze e apprendimenti in un mercato del lavoro in continua trasformazione e accompagnare percorsi di alfabetizzazione linguistica e integrazione.
Eppure tutta questa complessità continua a essere letta quasi esclusivamente attraverso parametri numerici. Le assegnazioni degli organici sono centralizzate al Ministero e basate principalmente sul numero degli alunni, sulle medie aritmetiche, sui tetti e sui contingenti.
Il rischio è che il dibattito sugli organici si trasformi semplicemente in una redistribuzione della scarsità: decidere chi salvare, quale segmento scolastico difendere o quale servizio comprimere. Serve invece una riflessione molto più ampia su quale idea di scuola vogliamo sostenere in territori attraversati da trasformazioni demografiche, sociali ed economiche così profonde.
La scuola oggi non può più essere considerata soltanto il luogo dell’istruzione dell’età giovanile. È presidio territoriale, è infrastruttura sociale, è strumento di coesione, è luogo di inclusione, è leva per lo sviluppo, è spazio di formazione lungo tutto l’arco della vita!
Per questo siamo tutti chiamati, come comunità educante e come società, a compiere riflessioni profonde. Dobbiamo saper leggere le trasformazioni in atto e avere la capacità di anticipare il futuro senza farci trovare impreparati dai cambiamenti che stanno già investendo il nostro territorio.
Settori
- Tutti i settori
- Personale ATA (413)
- Docenti (586)
- RSU (556)
- Dirigenti scolastici (521)
- Precari (523)
- Non statale (247)