PRONTI VIA, SI RIPARTE!
Articolo della Segretaria Generale Simona Sacchero
Il nuovo anno scolastico si apre con tante sfide e un nodo di fondo: come ripensare la scuola in un Paese che cambia rapidamente. Il documento pubblicato il 7 agosto da INDIRE e presentato alla Commissione parlamentare sulle transizioni demografiche ci aiuta a fare il punto.
La prima evidenza riguarda i numeri: in dieci anni la scuola italiana ha perso oltre 650.000 studenti, soprattutto nell’infanzia e nella primaria. Il calo delle iscrizioni si accompagna a una riduzione della rete scolastica, con accorpamenti e chiusure che pesano soprattutto sulle aree interne e sul Mezzogiorno.
Ma la sfida non è solo quantitativa. Le grandi trasformazioni – demografica, digitale, ecologica – mettono in luce nuovi divari: tra territori, tra chi ha e chi non ha accesso alle tecnologie, tra studenti con competenze forti e altri sempre più fragili. Persistono squilibri di genere, che continuano a tenere lontane le ragazze dalle discipline STEM, e cresce l’urgenza di un’educazione alla sostenibilità ambientale.
Il documento però non si limita a fotografare le difficoltà, ma indica anche percorsi di innovazione già in atto. Il sistema integrato 0-6, pur colpito dal calo delle nascite, è un investimento strategico per il futuro. Le piccole scuole delle aree interne diventano laboratori di scuola diffusa e comunità educanti. Gli ITS Academy mostrano come legare formazione e lavoro, innovazione e occupabilità. L’istruzione degli adulti si conferma decisiva nella società della longevità e nell’inclusione dei migranti, ma deve uscire dalla logica dell’assistenza per diventare leva di crescita nazionale. E accanto a tutto questo si affaccia la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, che già ridefinisce i modi di apprendere e insegnare.
Tre approfondimenti arricchiscono il quadro: il mantenimento delle scuole nelle aree interne come scelta possibile e sostenibile; il superamento dei divari di genere attraverso la formazione dei docenti e un approccio sistemico; il rilancio dei CPIA come centri di inclusione e qualificazione dei migranti e sede permanenti per il lifelong learning degli adulti. La scuola, insomma, non può limitarsi a custodire il passato: deve diventare motore di cambiamento e ponte tra istruzione, lavoro, welfare e coesione sociale. Una scuola che non chiude, ma si apre. Una scuola che non si ritira, ma rigenera territori e comunità.
Pronti via, si riparte. Con la consapevolezza che il futuro non si attende: si costruisce! Buon a.s. 25/26 a tutto il personale scolastico!
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